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Ex Convento di San Nicola PDF Stampa E-mail

Il convento di San Nicola è ubicato a mezza costa sulla montagna sovrastante Scandriglia ad un altitudine di 650 metri. Oggi abbandonato, fu fabbricato nel 1530 dall'ordine francescano minore cappuccino, sulla omonima chiesa medievale costruita verso il XIII secolo. La chiesa di San Nicola fu costruita per proteggere il paese dalle improvvise cadute di massi dalla collina. Il convento era capace di ospitare 22 monaci, contava una biblioteca e numerose officine. La biblioteca esisteva già nei primi decenni del 1700, infatti da un documento del 1720 che testimoniava la visita del Padre provinciale al convento, sappiamo che in quegli anni sopra il coro ed il presbiterio era stata costruita una stanza destinata a libreria provvista di alcune celle. Caratteristico del convento era il porticato ormai scomparso,  il pozzo e l'orologio solare di cui rimane una poco visibile testimonianza sul muro del chiostro.

Il convento di San Nicola, che fu il secondo in Italia ad essere fondato dopo quello di Camerino era costruito in buoni elementi edili e tinteggiato di bianco. La chiesa di San Nicola aveva un portale di marmo ruvido sovrastato da un arco a lunetta con fregi laterali che recava la scritta: "HAC EDEM DIVO NICOLAO EIUSDEM SOCIETAS SCAPITINIENSIS EX VOTO". Il portale purtroppo è stato rubato. La chiesa di San Nicola aveva un unico altare a muro sovrastato da un trittico su tavola dipinto a tempera del XIII secolo. Il trittico rappresenta San Nicola adorato da due devoti ed attribuito ad un pittore pugliese bizantineggiante, mentre i 2 sportelli opistografi si riferiscono alla scuola di Antoniazzo Romano; in essi sono rappresentati: una Vergine Annunziata ed un miracolo di San Nicola ; Angelo Annunziante ed una Pietà. Il convento fu sede  di noviziato e fu santificato dal Venerabile P. Francesco da Bergamo (1536-1626).

Il convento, in forza della legge di soppressione del 19 giugno 1866, passò dall’amministrazione del fondo per il culto al demanio dello stato, e chiuso il 13 agosto dello stesso anno. Fu successivamente chiuso a privati per pubblico incanto il 24 giugno 1887. Furono concesse ai monaci alcune camere affinché potessero custodire la Chiesa, che rimase appunto aperta ed officiata al culto dai cappuccini fino al 1888. Raffaele da Mugnano fu l'ultimo custode, nel 1888 ammalatosi dovette partire senza poter essere sostituito per mancanza di religiosi. Ciò accadde nonostante le insistenze della popolazione, come risulta negli atti del comune di Scandriglia. Il convento perse la sua destinazione d’uso originaria come testimonia lo scarico per cambio di destinazione d'uso del 26 Luglio del 1901 approvato dall'ufficio tecnico di Perugia, che lo classifica come residenza estiva per colonie.

Il 20 Aprile del 1940 fu donato alla gioventù italiana del littorio con la destinazione d'uso di casino di villeggiatura. Spogliato quindi di tutti i suoi beni durante la seconda guerra mondiale, nel 1966 fu di nuovo ceduto a privati. La chiesa di San Nicola è menzionata negli atti della visita pastorale del cardinale Corsini nella diocesi Sabina (1779-82). La visita in questione toccò Scandriglia il 26 Ottobre 1781. Dagli "Acta S. Visitationis Scandriliae" si legge: chiesa di San Nicola. La chiesa, già esistente nel 1531 ha una "antiqua tabella" effigiante San Nicola. Negli altri 2 altari laterali ci sono tele raffiguranti San Francesco d'Assisi e San Felice da Cantalice. Nella chiesa sono ricordati anche altri 2 dipinti con San Fedele e San Giuseppe da Leonessa.

Il convento di San Nicola è menzionato anche negli atti della visita pastorale del cardinale Odescalchi nella diocesi Sabina (1833-36).  Dagli atti della visita si legge: circa un miglio lontano da Scandriglia sotto le rovine di una montagna piena di orribili scogli esiste un bellissimo convento con chiesa annessa, abitato dai RR.PP. Cappuccini, sotto il titolo di San Nicola. Vi sono 12 religiosi. Cinque sacerdoti, tre di essi confessori, due chierici, e cinque laici. Molto si prestano per li bisogni spirituali del popolo… Negli atti dell’Odescalchi è menzionata anche la chiesa monastica di San Nicola.

 

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