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I borghi più belli d'Italia: Collalto Sabino PDF Stampa E-mail

collalto sabinoI borghi più belli d'Italia è un club formato da piccoli centri di particolare interesse artistico e storico, al di fuori dai grandi flussi del turismo. Nato nel marzo 2001, ha come scopo principale quello di valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale, ambientale e paesaggistico dei centri che ne fanno parte. In principio era formato da 100 borghi, a giugno 2012 erano già 209.

Nel nostro Paese, sono centinaia i piccoli borghi d'Italia caratterizzati da un progressivo spopolamento con conseguente degrado, a causa di una situazione di marginalità rispetto agli interessi economici che gravitano intorno ai grandi flussi turistici e commerciali. Questa iniziativa ha proprio lo scopo di tutelare queste realtà e valorizzarle inserendole nel panorama turistico come mete turistiche di qualità e proporle come una valida alternativa al turismo convenzionale.

Ovviamente, non tutti i centri possono essere ammessi al club; bisogna avere dei requisiti urbanistici e architettonici di notevole pregio, nonché, un altrettanto pregevole patrimonio edilizio pubblico e privato. Anche la vivibilità del borgo costituisce un requisito importante.

Di questo club fanno parte anche tre meravigliosi borghi della nostra terra sabina: Castel di Tora, Collalto Sabino e Orvinio. Tre borghi incantati, dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre molto lentamente, lontano dai ritmi frenetici della grande città, immersi nel verde dei boschi e delle montagne sabine.

Collalto Sabino è un borgo situato in una posizione dominante sulla valle del Turano a 1000 m slm. Fin dalle origini, infatti, la sua fortuna nasce dalla posizione privilegiata, potendo godere di una vista di 360 gradi. E' considerato uno dei borghi medioevali più belli e intatti d'Italia.

Il Castello baronale, così come ci appare oggi dopo il restauro del secolo scorso e quello degli ultimi anni, riporta nell'impianto generale l'impronta della ristrutturazione operata dal barone Alfonso Soderini nella seconda metà del XVI secolo quando, oltre al palazzo, anche la rocca fu rimaneggiata per essere trasformata in fortezza d'artiglieria. La rocca conserva il suo aspetto sei-settecentesco (l'ultimo periodo di utilizzazione militare) articolandosi su una torre centrale quadrata e due torri angolari rotonde, e una serie di garitte, baluardi, postazioni.

Attraverso scalinate si raccorda al palazzo baronale, la cui fronte principale si affaccia sull'abitato. All'interno del Castello c'è un ampio parco con l'antico pozzo, e sulla sommità il mastio, dal quale si gode un panorama a 360 gradi. Con occhi di sentinella, lo sguardo può spaziare dal Gran Sasso al Terminillo e alla Maiella. La maestà dei monti circostanti appare in tutta la sua luminosità al tramonto, quando si accendono le luci dei 34 paesini tutti visibili ad occhio nudo dagli spalti della fortezza. Risale al XV secolo la cinta muraria che racchiude le antiche case di pietra (da www.borghitalia.it).

Collalto Sabino - Il Castello

Percorrendo a piedi gli stretti vicoli in selciato, si possono ammirare gli splendidi portali in pietra delle abitazioni, ritrovandosi immersi in un'atmosfera che riporta indietro nei secoli.

Nel borgo sono da vedere la bella fontana ottagonale in piazza della Podesteria, il Palazzo Latini del XVII secolo, recentemente restaurato, e nei pressi del cimitero la Chiesa cimiteriale di S. Lucia la parrocchiale è invece dedicata a San Gregorio Magno e si trova immediatamente fuori il castello, risalente all'XI secolo, dove è conservato uno splendido affresco del 1600.

Poco fuori dalla cinta muraria si trova la Chiesa della Madonna della Speranza. La cappella fa parte di una costruzione più ampia nota come Villino Latini, famoso anche per i suoi giardini all’italiana. La chiesa fu costruita, insieme all’intero complesso, nel 1774 in stile neogotico con un grande rosone centrale. Il campanile, a forma di torretta, venne aggiunto nel dopoguerra.

Collalto Sabino - Chiesa della Madonna della Speranza

La storia del borgo di Collalto fa risalire le proprie origini a tempi remoti: all'epoca dei Longobardi, che nell'Italia meridionale detenevano i ducati di Spoleto e Benevento, risale la distruzione del villaggio di Carseoli che sorgeva ove attualmente si trova Collalto. A questa distruzione si aggiunsero poi delle scorrerie portate avanti dai Saraceni, il che indusse i pochi abitanti rimasti nel luogo a costruire una primitiva torre di difesa attorno alla quale si costituì poi il moderno abitato di Collalto Sabino. Nel X secolo l'area divenne sede di un gastaldato e nell'XI secolo divenne proprietà dell'Abbazia di Farfa che quivi stabilì un proprio monastero benedettino. Successivamente l'Abbazia cedette il borgo alla nobile famiglia dei Marsi con l'obbligo però di corrispondere un canone annuo alla comunità religiosa locale.

La particolare posizione del borgo, posto al confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, lo rese un punto strategico a tal punto che venne visitato dall'Imperatore Federico II del Sacro Romano Impero durante un suo viaggio verso Rieti. Furono questi gli anni in cui il borgo godette di maggiore potenza e autonomia dai grandi possedimenti territoriali che lo circondavano, arrivando a godere del diritto di battere moneta e di ampliare le fortificazioni già esistenti con la costruzione di un castello. È in questo periodo che viene costruita una prima cinta muraria, in particolare dopo le battaglie di Benevento (1266) e Tagliacozzo (1268) che avevano visto il borgo di Collalto come uno dei principali punti di controllo della vicina Valle del Turano. Nel 1297 il borgo viene ceduto da Carlo d'Angiò, nuovo re di Napoli, allo Stato Pontificio riconoscente della concessione del trono fatta a suo favore (da www.wikipedia.it).

Collalto Sabino - Il Castello

Il borgo fu successivamente feudo baronale di diverse famiglie nobili italiane e non sino a giungere al periodo risorgimentale: il 3 febbraio 1861 il castello e l'abitato di Collalto Sabino subirono un cruento assalto da parte di una folta banda di briganti formata da soldati borbonici sconfitti alla guida di Francesco Luvarà, reparti dell'esercito pontificio e delinquenti comuni alla guida del famoso brigante Chiavone. L'assalto era stato realizzato in opposizione al plebiscito del 1860 che annetteva il Regno delle Due Sicilie al neonato Regno d'Italia. Dopo che l'orda venne placata, il borgo venne annesso al Regno d'Italia inseguendo da allora le orme della storia patria (da www.wikipedia.it).

Collalto Sabino - l'entrata del Castello

 

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